Follow by Email

Google+ Followers

sabato 17 gennaio 2015

GUIDO DALLA CASA: ECOLOGIA PROFONDA E PENSIERO SCIENTIFICO





Agli inizi della scienza moderna, circa tre secoli fa, la fisica nacque sostanzialmente come meccanica. Alla base della scienza sta il dogma che il mondo materiale è oggettivamente esistente, in modo del tutto indipendente dal mondo mentale-spirituale: “quella” scienza si basa sull’accettazione incondizionata del dualismo cartesiano. Quindi è nata assumendo come premessa ovvia una particolare visione del mondo, che avrebbe dovuto essere considerata al massimo come un’ipotesi di lavoro.
          La formulazione della teoria atomica ha rafforzato la visione meccanicistica del mondo: c’erano 92 “palline” e con quelle era costituita tutta la realtà. A cavallo dei secoli 19° e 20° salta fuori la radioattività: gli atomi non sono indivisibili, sono fatti a loro volta di protoni ed elettroni (in seguito, anche neutroni). Le “palline” sono più piccole, ma non è cambiato niente: si tratta sempre di particelle “elementari”, mattoni fondamentali che costituiscono l’universale.
Con la relatività speciale (1905), spazio e tempo perdono la loro esistenza indipendente ed assoluta, materia ed energia diventano intercambiabili. Con la relatività generale (1916) anche la gravitazione entra nel gioco e viene sostituita con la “geometria dello spaziotempo”. La rivoluzione sembra notevole, ma siamo ancora ben legati alla visione cartesiana. Materia ed energia sono state unificate, ma il dualismo principale resta netto: c’è un mondo energetico-materiale oggettivo, che viene esplorato da una mente umana separata. Le entità non-quantificabili e non-misurabili sono ancora sostanzialmente negate.
       Forse il pensiero corrente ha accettato l’unificazione energia-materia, ma non è andato oltre. Sempre di entità fisiche si tratta. La mente è un’altra cosa: essa indaga dall’esterno il mondo fisico oggettivo ed è sempre soltanto umana. Siamo arrivati così ai primi decenni del ventesimo secolo, alle soglie di un cambiamento ancora più radicale, tuttora in corso.
         Come noto, nel 1927 Werner Heisenberg formulò il “principio di indeterminazione”, che inizialmente riguardava la posizione e la quantità di moto (semplificando: la velocità) di una particella. Le due grandezze non sono determinabili esattamente entrambe: in altre parole se vogliamo definirne una, l’altra è indeterminata. Il principio si applica anche ad altre coppie di grandezze, fra cui la coppia energia-tempo: se fissiamo un istante esatto, cioè vogliamo che sia nulla l’indeterminazione del tempo, la “particella” presenta una massa-energia completamente indeterminata, il che significa che non è niente di definibile in alcun modo. Solo l’osservazione, cioè un aspetto mentale, può  definire il fenomeno. Come noto, Erwin Schroedinger arrivò agli stessi risultati di Heisenberg e riuscì a formulare l’equazione che porta il suo nome: si tratta di un’equazione differenziale che descrive l’andamento nel tempo della probabilità di trovare una “particella” in una determinata posizione. E’ qualcosa di molto evanescente e sfumato, ma comunque siamo ancora in grado di descrivere un andamento nel tempo.
         Nella seconda metà del Novecento lo studio della dinamica dei sistemi portò a formulare l’idea di sistema complesso: un sistema con un certo grado di complessità ha una evoluzione non prevedibile neanche in termini probabilistici. Nel sistema complesso si manifestano fenomeni mentali.
    Se preferite, non è un sistema di energia-materia che si evolve, ma un ente ternario Mente-Energia-Materia. In tal mondo riconosciamo una psiche immanente in ogni processo. Il sistema sceglie uno dei suoi futuri possibili.
    Questo porta a concezioni non-antropocentriche, ad un sottofondo di pensiero animista-panteista. Ci troviamo in un mondo naturale fatto di entità anche mentali, senza alcun confine preciso. Il filone di pensiero che abbiamo seguìto ci fa ritrovare in un mondo che riscopre lo spirito dell’albero, della palude, del torrente.  L’etica deve riguardare tutta la Natura.  
   Uno dei compiti principali delle religioni dovrebbe essere quello di dare visioni del mondo e prescrizioni etiche che indicano come mantenere la Terra in buona salute: dovrebbero diffondere l’empatia e l’amore verso gli esseri senzienti. E’ quindi evidente che, per avere un profondo senso del sacro, non è necessaria l’idea di un Dio personale ed esterno al mondo, che si occupa solo degli umani, come nelle tradizioni nate nel Medio Oriente.  
L’evoluzione del pensiero che abbiamo seguìto ha come sequenza: Relatività–Fisica quantistica – Indeterminazione – Dinamica dei sistemi complessi – Mente degli esseri senzienti.
La concezione che tutta la Natura è anche Mente, che richiama le idee animiste-panteiste di molte culture umane, è incompatibile con l’attuale civiltà industriale, in cui si richiede la manipolazione di materia “inerte”. I guai del mondo sono causati dall’attuale visione antropocentrica. L’unica soluzione reale è abbandonarla: dobbiamo sviluppare una visione ecocentrica, che è appunto quella dell’Ecologia Profonda.
                                    Guido Dalla Casa  (Movimento Italiano per l’Ecologia Profonda)

Per approfondire: